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Il papa ai giovani dell’Angola “non abbiate paura del matrimonio”

“Giovani non abbiate paura di prendere decisioni definitive. La generosita’ non vi manca ma di fronte al rischio di impegnarsi per tutta la vita, sia nel matrimonio che in una vita di speciale consacrazione, provate sgomento”. Benedetto XVI si e’ rivolto cosi’ alla folla immensa di giovani che gremivano lo stadio di Luanda per l’incontro di questa sera. E ha prestato la sua voce alle loro inquietudini: “potro’ disporre in questo momento – si e’ chiesto a nome dei ragazzi – della mia vita intera ignorando gli imprevisti che essa mi riserva? Non sara’ che io, con una decisione definitiva, mi gioco la mia liberta’ e mi lego con le mie stesse mani? Tali – ha detto – sono i dubbi che vi assalgono e l’attuale cultura individualistica e edonista li esaspera. Ma quando il giovane non si decide, corre il rischio di restare un eterno bambino. Io vi dico: coraggio, osate decisioni definitive, perche’ in verita’ queste sono le sole che non distruggono la liberta’, ma ne creano la giusta direzione, consentendo di andare avanti e di raggiungere qualcosa di grande nella vita”. Per Papa Ratzinger, infatti, “non c’e’ dubbio che la vita ha valore soltanto se avete il coraggio dell’avventura, la fiducia che il Signore non vi lascera’ mai soli”. “Gioventu’ angolana – ha esortato Benedetto XVI – libera dentro di te lo Spirito Santo, la forza dall’Alto. Con fiducia in questa forza, fai come Gesu’, rischia questo salto per cosi’ dire nel definitivo e, con cio’, offri una possibilita’ alla vita”. “La cultura sociale dominante – ha ammesso il Pontefice parlando ancora allo stadio gremito – non vi aiuta a vivere la Parola di Gesu’ e neppure il dono di voi stessi a cui Egli vi invita secondo il disegno del Padre”, ma “la forza si trova dentro di voi”. Secondo il Papa, se i ragazzi, prima da soli e poi in piccoli gruppi, decideranno di impegnarsi a una vita secondo il Vangelo in vista del matrimonio (o del sacerdozio) “verranno a crearsi delle isole, delle oasi e poi grandi superfici di cultura cristiana, in cui diventera’ visibile quella citta’ santa che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Questa – ha concluso – e’ la vita che merita di essere vissuta e che di cuore vi auguro: viva la gioventu’ di Angola”. (fonte agi)

Ratzinger ha lanciato un forte richiamo alla Chiesa africana affinchè s’impegni a combattere la stregoneria e il pregiudizio diffusi fra la popolazione. Il messaggio è arrivato nel corso della messa celebrata alla Chiesa di Sao Paulo con i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i movimenti ecclesiali ed i catechisti dell’Angola e Sao Tomè. “Oggi spetta a voi, fratelli e sorelle, sulla scia di quegli eroici e santi messaggeri di Dio – ha detto il Papa con riferimento ai precedenti storici cristiani del Paese – offrire Cristo risorto ai vostri concittadini. Tanti di loro vivono nella paura degli spiriti, dei poteri nefasti da cui si credono minacciati; disorientati, arrivano al punto di condannare bambini della strada e anche i più anziani, perchè, dicono, sono stregoni”.

“Chi può recarsi da loro ad annunziare che Cristo ha vinto la morte e tutti quegli oscuri poteri? Qualcuno obietta: ‘Perchè non li lasciamo in pace? Essi hanno la loro verità; e noi, la nostra. Cerchiamo di convivere pacificamente, lasciando ognuno com’è, perchè realizzi nel modo migliore la propria autenticità”.

“Ma – ha aggiunto – se noi siamo convinti e abbiamo fatto l’esperienza che, senza Cristo, la vita è incompleta, le manca una realtà – anzi la realtà fondamentale -, dobbiamo essere convinti anche del fatto che non facciamo ingiustizia a nessuno se gli presentiamo Cristo e gli diamo la possibilità di trovare, in questo modo, anche la sua vera autenticità, la gioia di avere trovato la vita. Anzi, dobbiamo farlo, è un obbligo nostro offrire a tutti questa possibilità di raggiungere la vita eterna”.

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