Una corte vietnamita ha condannato otto cattolici per i reati di disturbo dell’ordine pubblico e danneggiamento della proprietà durante una serie di veglie di preghiera per riottenere il terreno della loro Chiesa, confiscato dal governo della città di Hanoi. Nel Vietnam non è infrequente che le autorità comuniste sequestrino terreni e edifici alle chiese locali. queste proprietà sono utilizzate dallo Stato o redistribuite ai veterani che li hanno aiutati a prendere il potere
Durante il processo gli imputanti si sono dichiarati innocenti, sostenendo di aver cercato pacificamente di riottenere quanto loro sottratto. Ciononostante sette di loro hanno subito delle condanne a pene varianti tra i 12 e i 15 mesi. L’esecuzione della pena è stata sospesa.
I cattolici nel Vietnam sono sei milioni e rappresentano la senconda comunità religiosa del paese.
Il Vietnam è spesso sotto l’occhio critico della comunità internazionale a causa del mancato rispetto delle libertà religiose. Ma negli ultimi anni le relazioni con Il Vaticano sembrano migliorare incoraggiando i cattolici a fare sentire la propria voce. E infatti la sentenza è stata accolta da manifestazioni di proteste dei membri della Chiesa locale.
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