Famiglia Cristiana critica la riforma Gelmini


Il popolare settimanale dei paolini non usa mezze misure nel criticare i provvedimenti del governo su scuola e università: non si tratta di una riforma ma d tagli di spesa. E studenti e professori hanno ragione a protestare. L’unica soluzione è quella di prendere atto dell’errore e ritirare il decreto. Ecco alcuni tra i passi più significativi dell’editoriale di FC:

Studenti e professori hanno seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati che «colpiscono il cuore pulsante di una nazione»

Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s’abbozza una farsa di dialogo. Il bene della scuola (ma anche del Paese) richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini. Per senso di responsabilità; l’ostinazione, infatti, è segno di debolezza. Né si potrà pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di polizia. Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e “baronìe”, nonché le “allegre e disinvolte gestioni”.

Tremonti ha dettato la linea, la volenterosa Gelmini è andata allo sbaraglio, spacciando per riforma la scure sulla scuola. Nessun Governo era giunto a tanto, anche se i vari ministri dovevano sempre chiedere in ginocchio le briciole al Tesoro. Oggi l’università italiana ha una “produttività” pessima, ha il record mondiale dei fuori corso, la metà delle matricole non arriva alla laurea. Per i dottorati di ricerca stiamo peggio della Grecia: 16 ogni mille abitanti (in Francia sono 76 e in Germania addirittura 81).

Che contributo si può dare alla formazione del capitale umano tra resistenze e tagli di bilancio? Pochi sanno che lo stipendio dei professori universitari non è regolato da contratto nazionale ma, come per magistrati e parlamentari, aumenta automaticamente ogni due anni, senza controllo. Gli stipendi si portano via l’88 per cento del Fondo dello Stato alle università. Percentuale destinata a salire con i tagli, con grave danno a didattica e ricerca. La riforma dell’istruzione la chiedono tutti. Nessuno, però, la ritiene una “priorità”. Si procede solo con slogan nelle piazze e improvvisazioni politiche.

jkkk

2 Risposte

  1. E come pensano di risolvere i problemi che attanagliano l’Italia, se criticano il governo che comincia a fare sul serio, sui tagli??? Lo spieghino loro al popolo, invece di parlare a sproposito.

  2. [...] E’ anche vero che Silvio ha sempre tenuto tanto all’argomento, infatti prima di Maria Stella c’era la Moratti (brrr!), quindi varrà la pena [...]

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