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BENEDETTO XVI ABBRACCIA LE VITTIME DELLA PEDOFILIA

L’abbraccio di Benedetto XVI alle vittime degli abusi sessuali da parte di esponenti del clero si è concretizzato ieri pomeriggio (le 22.15 ora italiana), quando nella nunziatura a Washington ha ricevuto cinque di loro, accompagnate dal cardinale di Boston Sean O’Malley. Già tre volte - in conferenza stampa sull’aereo, con i vescovi e alla Messa al Nationals Stadium - il Papa era tornato sulla vicenda che negli ultimi anni ha scosso la Chiesa degli Stati Uniti, e che sta diventando il leit motiv del viaggio apostolico. L’insistenza di Bendetto XVI dice di quanto la ferita sia ancora aperta, e di quanto importante sia che il Papa si pronunci in modo chiaro, per poter davvero ripartire. Gli americani aspettavano il conforto del successore di Pietro, il quale ha risposto con decisione e calore insieme. Lo dimostra l’incontro di ieri, in cui il Papa “ha pregato insieme” alle vittime e “ha ascoltato i loro racconti personali e detto loro parole di incoraggiamento e di speranza - informa una nota della Sala stampa vaticana -. Il Papa li ha assicurati della sua preghiera per le loro intenzioni, per le loro famiglie e per tutte le vittime di abuso sessuale”. E se qualcuno era arrivato all’incontro perplesso, si è dovuto poi ricredere: “Ora ho di nuovo speranza”, ha detto alla Cnn Olan Horne, che alla mattina aveva rilasciato dichiarazioni piuttosto scettiche. Horne ha anche consegnato alcune foto-testimonianza al Papa, che le ha accettate: “Nessuno ci ha detto quel che dovevamo dire - ha raccontato -, abbiamo potuto parlare liberamente”. Il papa “si è scusato”, è stato “straordinario”, ma soprattutto “capiva le cose di cui parlavamo”. Una comprensione testimoniata anche dagli altri presenti, così come la speranza con cui sono usciti dall’incontro.

ARTICOLO TRATTO DA: IL VELINO

il papa ha affrontato la questione dei preti pedofili anche nel suo discorso ai vescovi degli Stati Uniti

Fra i segni contrari al Vangelo della vita che si possono trovare in America, ma anche altrove, ve n’è uno che causa profonda vergogna: l’abuso sessuale dei minori. Molti di voi mi hanno parlato dell’enorme dolore che le vostre comunità hanno sofferto quando uomini di Chiesa hanno tradito i loro obblighi e compiti sacerdotali con un simile comportamento gravemente immorale. Mentre cercate di eliminare questo male ovunque esso capiti, siate sicuri del sostegno orante del Popolo di Dio in tutto il mondo. Giustamente voi date priorità alla manifestazione di compassione e sostegno alle vittime: è responsabilità che vi viene da Dio, quali Pastori, quella di fasciare le ferite causate da ogni violazione della fiducia, di favorire la guarigione, di promuovere la riconciliazione e di accostare con amorevole preoccupazione quanti sono stati così seriamente danneggiati.

La risposta a simile situazione non è stata facile e, come indicato dal Presidente della vostra Conferenza Episcopale, è stata “talvolta gestita in pessimo modo”. Ora che la dimensione e la gravità del problema sono compresi più chiaramente, avete potuto adottare misure di rimedio e disciplinari più adeguate e promuovere un ambiente sicuro che offre maggiore protezione ai giovani. Mentre si deve ricordare che la stragrande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi in America svolgono un’eccellente opera nel recare il messaggio liberante del Vangelo alle persone affidate alle loro premure pastorali, è di vitale importanza che i soggetti vulnerabili siano sempre protetti da quanti potrebbero causare ferite. A tale proposito, i vostri sforzi per alleviare e proteggere stanno portando grande frutto non soltanto nei confronti di quanti sono posti direttamente sotto la vostra cura pastorale, ma anche dell’intera società.

Se vogliamo che raggiungano il loro pieno scopo, tuttavia, occorre che le misure e le strategie da voi adottate siano poste in un contesto più ampio. I bambini hanno diritto di crescere con una sana comprensione della sessualità e il ruolo che le è proprio nelle relazioni umane. Ad essi dovrebbero essere risparmiate le manifestazioni degradanti e la volgare manipolazione della sessualità oggi così prevalente; essi hanno il diritto di essere educati negli autentici valori morali radicati nella dignità della persona umana. Ciò ci riporta alla considerazione sulla centralità della famiglia e sulla necessità di promuovere il Vangelo della vita. Che cosa significa parlare della protezione dei bimbi quando la pornografia e la violenza possono essere guardate in così tante case attraverso i mass media ampiamente disponibili oggi? Dobbiamo con urgenza riaffermare i valori che sorreggono la società, così da offrire a giovani e adulti una solida formazione morale. Tutti hanno un ruolo da svolgere in tale compito, non solo i genitori, le guide religiose, gli insegnanti e i catechisti, ma anche l’informazione e l’industria dell’intrattenimento. Sì, ogni membro della società può contribuire a questo rinnovamento morale e trarre beneficio da esso. Prendersi cura davvero dei giovani e del futuro della nostra civiltà significa riconoscere la nostra responsabilità di promuovere e di vivere quegli autentici valori morali che soli rendono capace la persona umana di prosperare. È vostro compito di pastori che hanno come modello Cristo, il Buon Pastore, di proclamare in modo forte e chiaro tale messaggio e di affrontare pertanto il peccato d’abuso entro il più vasto contesto dei comportamenti sessuali. Inoltre, nel riconoscere il problema e nell’affrontarlo quando accade in un contesto ecclesiale, voi potete offrire un orientamento agli altri, dato che questa piaga si trova non solo dentro le vostre Diocesi, ma in ogni settore della società. Essa esige una risposta determinata e collettiva.

Pure i sacerdoti hanno bisogno della vostra guida e della vostra vicinanza durante questo tempo difficile. Essi hanno sperimentato la vergogna per ciò che è accaduto e molti di loro percepiscono di avere perduto parte di quella fiducia che una volta avevano. Non sono pochi quelli che sperimentano una vicinanza a Cristo nella sua Passione, mentre si sforzano di affrontare le conseguenze della crisi presente. Il Vescovo, come padre, fratello e amico dei suoi sacerdoti, li può aiutare a trarre frutto spirituale da questa unione con Cristo, rendendoli consci della consolante presenza del Signore nel mezzo delle loro sofferenze, ed incoraggiandoli a camminare con il Signore nel sentiero della speranza (cfr Spe salvi, 39). Come osservava il Papa Giovanni Paolo II sei anni orsono, “dobbiamo aver fiducia che questo tempo di prova porterà una purificazione dell’intera comunità cattolica”,che condurrà “ad un sacerdozio più santo, ad un episcopato più santo e ad una Chiesa più santa” (Messaggio ai Cardinali degli Stati Uniti, 23 aprile 2002, 4). Vi sono molti segni che, nel periodo successivo, una tale purificazione ha davvero avuto luogo. La costante presenza di Cristo nel mezzo delle nostre sofferenze sta gradualmente trasformando le nostre tenebre in luce: ogni cosa viene fatta nuova veramente in Cristo Gesù, nostra speranza.

tratto dal

DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione di Washington, D.C.
Mercoledì, 16 aprile 2008

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