Tra i maitres à penser sulla conversione di Magdi Allam mancava l’illuminata riflessione di Afef Jnifen, ex modella conosciuta al grande pubblico anche per essere la moglie di Tronchetti Provera . Afef in un editoriale apparso su La Stampa ci rivela qual’è l’obiettivo di Magdi Allam: “alimentare i conflitti, infiammare lo scontro di civiltà per cercare di passare alla storia come un simbolo e una vittima di queste crisi“. E cita una serie di esempi di tolleranza esistenti nei paesi arabi : “Nei giorni scorsi in Qatar – un Paese di soli 800 mila abitanti – è stata aperta la prima chiesa cristiana e negli Emirati Arabi la quinta, mentre in Oman sono quattro quelle già presenti. Ancora, in Tunisia c’è la più vecchia sinagoga di tutta l’Africa, il Marocco ha avuto un ministro del Turismo di religione ebraica così come oggi il re ha alcuni consiglieri che professano quella fede, mentre in Libano la Costituzione dice che il presidente debba essere cristiano“.
Entriamo ora nel merito degli esempi fatti da Afef: in Qatar è vero che è stata costruita una chiesa ma i cattolici sono circa 140000 per lo più immigrati ( sopratutto filippini e indiani) . il 20 % della popolazione cioè è cristiana; nonostante ciò fino a pochi giorni fà non esistevano chiese. Finalmente è stata costruita una chiesa, un piccolo passo in avanti ma per arrivare alla tolleranza ne deve passare di acqua sotto i ponti. In Italia dove la percentuali di musulmani è molto inferiore le moschee sono molte di più ( e si torna all’insoluto problema della reciprocità di diritti tra musulamni e cristiani). Negli Emirati Arabi e nell’Oman è vero che esistono delle chiese ed è vero che c’è libertà di culto, ma solo per i cittadini stranieri: è severamente proibito testimoniare la propria fede ai cittadini musulmani e le organizzazioni umanitarie devono rigidamente limitarsi all’aiuto materiale. E’ proibita la distribuzione di letteratura cristiana ai residenti. Nell’Oman i cristiani indigeni si contano sulle dita di una mano 8 sarebbero circa una ventina circa).
Torniamo quindi alla conversione di Allam e al significato che il giornalista gli ha voluto dare di testimonianza della condizione dei musulmani convertiti che qualora si rivelino sono considerati degli apostati e come tali rischiano anche la vita. Questa situazione di clandestinità permane per i cristiani indigeni anche nei paesi citati da Afef ma la moglie di Tronchetti di questa condzione evita di parlare. E chi lo fà come Magdi Allam passa per fomentatore dello scontro di civiltà….
P.S: Il Libano fino a pochi decenni fà era un simbolo di tolleranza religiosa nel medio oriente ma i recenti conflitti stanno portando a una continua emoraggia di cristiani e alla tendenza alla diffusione di modelli di islamizzazione presenti anche in altri paesi. Solo la scorsa estate a seguito del conflitto tra Israele e forze di Hezbollah 60000 cristiani hanno lasciato il paese.
Postato in: dialogo interreligioso, islam | Messo il tag: Afef, Afef Jnifen, Allam, apostasia, cattolici, cristiani, cristiani maroniti, Emirati Arabi uniti, Libano, Magdi Allam, maroniti, Oman, Qatar