• Archivi

  • Categorie

  • Pagine

  • Spam Blocked

Il papa parla del Tibet ma prevale la prudenza

Benedetto XVI coglie l’occasione dell’udienza del mercoledì per rompere il silenzio sulla vicenda della repressione in Tibet ma lo fà sequendo la linea della prudenza cui avevo già acennato in precedenti post: solidarietà espressa a chi è vittima delle sofferenza, invito a far prevalere la logica del dialogo su quella della violenza manesuna condanna esplicita rivolta al governo cinese.

“Il mio cuore di padre – ha detto Papa Benedetto XVI – sente tristezza e dolore di fronte alla sofferenza di tante persone. Il mistero della Passione e della morte di Gesù, che riviviamo in questa settimana santa, ci aiuta a essere particolarmente sensibili alla loro situazione”, ha aggiunto. “Con la violenza – ha ammonito – non si risolvono i problemi, ma solo si aggravano”. “Vi invito – ha continuato – a unirvi a me nella preghiera. Chiediamo a Dio onnipotente, fonte di luce , che illumini le menti di tutti e dia a ciascuno il coraggio di scegliere la via del dialogo e della tolleranza”.

Non c’è da attendersi passi clamorosi da parte del Vaticano giacchè nelle sacre stanze si ritiene che una presa di posizione più forte  sia solo contropruducente non solo per il dialogo  intrapreso tra Chiesa e Cina ma anche per la situazione degli stessi tibetani.

Lascia un commento